Liberare il maschio solo: quando gli stereotipi ci schiacciano

In questo TED Talk, Giacomo Zani, attivista e promotore del progetto “MICA macho”, tratta un argomento tanto delicato quanto ancora troppo poco dibattuto in Italia: quello della comunità INCEL e degli standard di bellezza e affermazione da cui molti uomini si sentono schiacciati nella società.
Dietro l’acronimo INCEL, che sta per Involuntary Celibate (“celibe involontario”), c’è un mondo ancora troppo nascosto, che si articola in forum, canali di messaggistica e spazi social dove si incontrano uomini che si portano dentro un disagio profondo: quello di chi si sente rifiutato dalle donne e dalla società, sia per l’aspetto fisico che non risponde ai canoni di bellezza promossi dai media, che per questioni di basso reddito e scarsa affermazione dal punto di vista della carriera. Il cuore del problema è che questo disagio si traduce in misoginia e rabbia nei confronti delle donne, identificate come colpevoli opportuniste a cui è riservato il privilegio di scegliere chi sia degno di avvicinarle.
A peggiorare le cose c’è il fatto che, vista la natura “sotterranea” del fenomeno, che si ramifica e si diffonde soprattutto online, è molto difficile che il problema esca dalle nicchie social e si faccia sentire in tutta la sua portata a un livello più ampio.
Ed ecco che Zani, dopo una descrizione accurata (e piuttosto sconcertante) dell’universo INCEL, si chiede e ci chiede: come rispondere a una persona, magari adolescente, che manifesta questo tipo di insicurezza?
Come affrontare la questione con un figlio, un nipote, uno studente che si avvicini a questa sottocultura?
Come aprire un varco di speranza a chi non ne intravede e si sente penalizzato?
La risposta sta nel dialogo. In quel confronto che troppe volte ai maschi è presentato come poco virile, inopportuno, tutto sommato evitabile. Quando c’è un dialogo onesto tra uomini, dove si arriva a toccare le corde della vulnerabilità, a normalizzare insicurezze e imperfezioni, si apre una breccia nell’oscurità e si può comprendere che fare delle donne il bersaglio dell’odio è fuorviante, pericoloso e controproducente.
Solo partendo da se stessi si può cercare di cambiare in meglio le cose, liberandoci dalla schiavitù degli stereotipi.
LUI